Sono tra quanti faticano ogni giorno di più a leggere le cronache del nostro Paese.
La trama, confessiamolo, è pessima, e gli interpreti non fanno nulla per migliorarla. Un’informazione tentata sempre più dai retroscena che dalla sostanza dei problemi, poi, dà il colpo di grazia a quanti aspirerebbero più a capire che a tifare.
A me pare, insomma, che viviamo giorni dove trionfa un gossip intriso di superficialità e di malizia; in balìa di chiacchiericcio pettegolo e cialtrone, che pretende di catturare il mondo sbirciando dal buco della serratura, preferibilmente da quello con vista nella stanza da letto.
“Siamo come sul Titanic, neanche la prima classe è al sicuro”, ha avvertito nei giorni scorsi il ministro Giulio Tremonti alla Camera impegnata nella maxi manovra finanziaria. La storia fortunatamente lo smentisce. Sul Titanic i passeggeri della prima classe si salvarono al 60%, quelli della seconda al 40%, e quelli della terza al 25%, così come si salvò il 25% dell’equipaggio.
Come dire: sì siamo sul Titanic-Italia, dove si balla tra gli iceberg della burocrazia, delle corporazioni, di quanti guardano con nostalgia al passato e temono il futuro.
Certo, un po’ la fortuna c’entra sempre nella vita, ma la scialuppa che non affonda è un brevetto personale, costruito ogni giorno con la fatica, il lavoro, la tenacia.
Con cuore forte e sguardo lungo.
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Unisco anche la mia scialuppa, piccola, ma con persone valide e le loro famiglie. Grazie di questo messaggio.